Corsica selvaggia: il Desert des Agriates

Una riserva naturale miracolosamente preservata che si estende tra Saint Florent e Isola Rossa. Un’area dai paesaggi quasi inverosimili, addirittura impressionanti per alcuni, attraverso i colli rocciosi e brulli del nord-ovest dell’isola corsa. E’ il Desert des Agriates: un’area difesa con le unghie e con i denti da parte della popolazione corsa, teatro, tra gli anni sessanta e settanta, di uno scontro piuttosto violento tra il governo francese, propenso allo sfruttamento edilizio e turistico dell’area, e la gente dell’isola.

Desert des agriatesDesert des Agriates, foto di daniel Cremona

Da un lato la bellezza del paesaggio, fatto di piccoli rilievi montuosi coperti da una fitta macchia mediterranea vicino alle coste, e poi sempre più brulli e aridi verso l’interno, a creare un paesaggio lunare assolutamente indimenticabile; dall’altro l’amore della gente di Corsica per questo lembo della loro terra che rappresenta una parte importante della loro storia: da terra di agricoltura, come testimoniano i ruderi dei fienili sparsi qua e là, ad area praticamente disabitata, un piccolo deserto appunto, attraversato soltanto dai pastori.

Hanno vinto i Còrsi, dopo un battaglia che ha raggiunto picchi di tensione notevoli, addirittura attentati a infrastrutture e autobombe per sabotare quella che sarebbe stata una vera tragedia ecologica, non diversa dallo sfruttamento selvaggio e dalla cementificazione di alcune aree litoranee della vicina Sardegna. Invece oggi, con l’istituzione della riserva naturale, il Desert des Agriates è l’occasione di un breve viaggio, attraverso la strada regionale che lo attraversa per 35 chilometri e per le strade sterrate che aggirano i suoi colli fino al mare, in un mondo a parte, una porzione di Corsica immersa nel silenzio, ferma nel tempo, quasi preistorica nel suo aspetto selvaggio e incontaminato.

Il deserto è perfetto per i cicloturisti, rigorosamente in mountain bike e attrezzati con riserve d’acqua, e per chi ama viaggiare in fuoristrada. Due categorie di viaggiatori che possono tranquillamente immergersi nell’atmosfera del deserto e girarlo tutto in una sola giornata. Più arduo il compito per gli amanti del trekking, che certamente non rimarranno delusi dai sentieri ondulati del parco e dalle ascese alle sue basse vette. Per tutti un’occasione di pernottamento particolarissima. L’ente parco è gestore dei piccoli refuges de ghignu, antichi rifugi di pastori che oggi sono prenotabili per trascorrere la notte durante la traversata dell’Agriates. Niente acqua potabile nè cucina, servizi in comune e posti letto compresi tra quattro e sei. Prenotazione obbligatoria e riposo in una piccola casetta dai muretti a secco, sperduta in una terra incontaminata.

Una terra che si arricchisce ancor più nella sua bellezza al momento dell’incontro con il mare. Data la tutela strettissima dell’ente parco sull’edilizia dell’area, la costa delle Agriates è quasi priva di costruzioni antropiche. Selvaggia, splendida, perfettamente preservata, offre alcune delle spiagge più belle dell’isola e di tutto il Mediterraneo. Raggiungerle vuol dire affrontare dall’interno i lunghi sterrati che portano, per esempio, alla spiaggia di Lodo, isolata eppure presa d’assalto dai diportisti, spettacolare con il suo piccolo promontorio di scogli e le colline alle spalle.

Corsica, spiaggia di Saleccia

Corsica, spiaggia di Saleccia – foto da wikipedia


La perla del parco è senz’altro la spiaggia di Saleccia. Un chilometro di litorale bianchissimo a ridosso dei rilievi rocciosi, uno dei mari più limpidi e cristallini che si possano godere in Corsica, e tratti di costa di scogli. Queste due sono probabilmente le più turistiche, oltre che le più belle. Ma vale la pena spingersi lungo il litorale per scovare scogliere, insenature, piccoli luoghi più tranquilli e riparati anche se meno scenografici. Percorrere a piedi tutto il passaggio del doganiere, sentiero litoraneo che corre da Saint Florent a Isola Rossa, vuol dire circa tre o quattro giorni di cammino, comprese le soste per godersi mare e spiagge.

Ovviamente non è obbligatorio percorrerlo tutto. Scegliere un qualsiasi tratto del Desert des Agriates, da affrontare in giornata, è comunque un’esperienza affascinante, un piccolo viaggio lungo una costa bella e viva, uno degli incontri più felici tra terra e mare, clima arido e acque limpidissime che vi possa capitare.

Come arrivare. L’accesso al Desert più comodo per chi arriva dall’Italia è senz’altro quello di Saint Florent, a pochi chilometri dal Porto di Bastia, raggiungibile in traghetto da Livorno, Genova e Civitavecchia. Isola Rossa è invece raggiungibile via mare dal porto di Vado Ligure. In aereo, l’aeroporto di Bastia è certamente comodo, ma non economico da raggiungere dall’Italia, non coperto da voli low cost.

Dove dormire. Saint Florent è una cittadina ospitale, dall’atmosfera familiare e accogliente, come subito percepibile negli hotel Thalassa e La Roya. Più ampia e più di lusso la media dei soggiorni a Ile-Rousse. L’hotel Perla Rossa ha una vista meravigliosa sul mare, terrazze eleganti e camere spaziose.

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